E poi, al di là delle parole, o mescolata ad esse, confusamente, l'immagine di un corpo. Una vaga inquietudine. Le mani che si tendono verso di esso. Un desiderio che si apre alla vita. Un desiderio avido, cieco, che è il mio, che non è il mio.
Vivo di sogni e di fantasie. Immagino una donna che per amore si lasci usare come una schiava. Il suo volto è pura luce. Il suo corpo un'offerta che lei mi rivolge con devozione: nella penombra, sui fianchi flessuosi e sulle cosce, si distinguono, color di rosa, i segni delle frustate...