Stringo una molletta sul tuo capezzolo. La apro bruscamente. La stringo di nuovo. Ed ogni volta c'è questo brivido che ti percorre sottopelle, questa smorfia delle tue labbra, questo lamento quasi inudibile. Come se volessi dirmi di andare avanti, come se ne avessi paura - tu schiava attenta e silenziosa, che centellini ogni emozione.