I raffinati del sadomaso lo chiamano spanking. In effetti anche a me, che preferisco non usare mai espressioni in inglese, il termine ‘sculacciata’ sembra troppo casereccio, troppo misero. Per me si tratta di un vero rituale, da svolgere con lentezza, fra pause di silenzio, nell’ombra. Mettere in ginocchio la donna sul divano o sul letto. Alzarle la gonna. Abbassarle le calze. Sfilarle a poco a poco le mutandine… Guardare a lungo i suoi fianchi nudi, le sue cosce, il suo culo… E solo a questo punto, dopo averle accarezzato i capelli, dopo aver respirato a fondo, alzare lentamente la mano e… iniziare. Questa è l’introduzione, che precede il rituale vero e proprio: sempre identica, sempre diversa – eccitante come un primo passo nell’oscurità del mistero, come un primo assaggio dei suoi acri, conturbanti sapori.