Le abbassa lentamente le calze. Le sfiora le cosce nude con le dita. Socchiude gli occhi, per percepire più a fondo le sfumature vaghe della leggerissima sensazione tattile che va provando sui polpastrelli. Una sensazione ineffabile, che non saprebbe come descrivere, se non in termini sinestesici: profumata e colorata d’oro, preziosa e musicale, intima come un ricordo d’infanzia.
