[... Continua] Lui le solleva la gonna fin sopra la schiena. Le passa le mani sulle gambe nude, su e giù. Poi di colpo le afferra le mutandine e gliele fa scendere fino alle ginocchia. “Allora, cos’hai da dirmi per giustificarti?”.
“Io… nulla. – mormora lei – Ho sbagliato. Merito… merito una punizione”.
“Dillo più forte!”.
“Una punizione, sì”.
“E quale?”.
“Di essere…”.
“Dillo!”.
“Di essere… sculacciata”.
“Ok, l’hai detto tu”. Le palpa le natiche, le dà dei pizzicotti. La pelle del culo è fredda, ma a poco a poco, stringendola sempre più forte e massaggiandola energicamente, la sente diventare più calda sotto le mani. Come se esprimesse un desiderio. Come se lo chiamasse.
Lei chiude gli occhi, ansimando, in attesa del primo colpo. Sa che deve arrivare. Desidera che arrivi. Adesso!
[Continua...]
